Cuglieri

Cuglieri è situato nella Sardegna centro-occidentale, in provincia di Oristano. Fanno parte del Comune di Cuglieri le località balneari di Santa Caterina di Pittinuri, S’Archittu e Torre del Pozzo.

Dal suo altopiano basaltico, alto circa 500 metri, Cuglieri guarda il mare verso cui il suo territorio declina con una costa, ora aperta in piccole baie o lunghi litorali sabbiosi, ora aspra e selvaggiamente inaccessibile.

Il territorio di Cuglieri è ricco di testimonianze riconducibili alla civiltà nuragica, punica e romana. Si possono osservare 65 nuraghi, caratteristica e conosciuta abitazione sarda in pietra, resti di domus de janas, strutture sepolcrali preistoriche costituite da tombe scavate nella roccia tipiche della Sardegna pre-nuragica e le tombe dei Giganti, imponenti monumenti costituiti da sepolture collettive appartenenti all’età nuragica.

Il complesso Paleocristiano di Cornus, risalente al IV-V secolo dopo Cristo, identificato dagli storici con la Diocesi di Senafer (484 d.c.), ospita i resti di due basiliche, un battistero, un palazzo episcopale e una vasta area cimiteriale monumentalizzata.

     

Nell’ex Convento dei Cappuccini, eretto nel 1610, ha sede oggi il Museo Civico Archeologico di Cuglieri che accoglie gli innumerevoli reperti ritrovati in tutto il territorio.

     

Fa da sfondo alla ricchezza dei reperti archeologici, la bellezza ed eterogeneità del patrimonio naturale e paesaggistico che si estende dalla montagna al mare, dalla cascata di Massabari alle fonti di Tiu Memmere, dall’olivastro millenario alle spiagge delle borgate marine, dalla piscina naturale di Su Riu fino all’arco naturale di S’Archittu.

     

Unica in Italia nel suo genere, la cascata di Cabu Nieddu che dalla scogliera fa un salto in mare di 40 metri.

Numerosi sono i luoghi sacri presenti nel territorio di Cuglieri a testimonianza della lunga ininterrotta tradizione di fede dei cuglieritani.

Attorno alla Chiesa di Santa Croce, databile intorno all’XI sec., nacque il primo insediamento abitativo del borgo, mentre le altre chiese sono dislocate nei vari rioni storici.

La Basilica Minore di Santa Maria ad Nives rappresenta uno dei Centri mariani tra i più importanti della Sardegna per storia e devozione. Eretta nel XIV secolo, fu interamente ricostruita tra il XVII e il XVIII secolo nello stile del Barocchetto piemontese. Il 5 agosto ricorre la festa patronale di S. Maria della Neve con festeggiamenti religiosi e civili che si concludono con uno spettacolo di fuochi pirotecnici.

Il secondo riferimento del culto mariano a Cuglieri è il Complesso dell’Ex Convento dei Serviti, con annessa Chiesa intitolata alla Madonna delle Grazie. Eretto nel 1540 fu il primo dell’ordine ad essere fondato in Sardegna grazie alle elargizioni di Lucia Zatrillas, figlia del locale feudatario.

L’ex seminario pontificio fu costruito in brevissimo tempo e dal 1927 al 1971 ha ospitato la sede della Facoltà di Teologia Sarda, ponendosi nella realtà del tempo, sotto la guida dei Gesuiti, come luogo di formazione del clero sardo e prestigioso centro di cultura teologica spirituale e musicale.

Nelle vicinanze della Basilica la chiesa campestre di Sant’Imbenia è meta di un pellegrinaggio che si svolge annualmente il 30 aprile, anniversario del ritrovamento del corpo della Santa avvenuto nel 1628 all’interno della diroccata chiesa di San Lussorio.

Emozionanti gli antichi festeggiamenti in occasione della festa di San Giovanni, la cui origine risale all’età nuragica. La festa coincide con il solstizio d’estate e quando si ripete l’antico rituale de S’abba Muda e i cuglieritani si recano a piedi in silenzio dalla Chiesa di San Giovanni e raggiungono le fonti di Tiu Memmere nelle quali bevono, si lavano e tornano alle proprie abitazioni sempre in silenzio.

Suggestivi e carichi di spiritualità i riti della Settimana Santa che rievocano cerimonie e rituali che si ripetono dall’epoca della dominazione spagnola. Il compito di mantenere vive e a tramandare le usanze e i riti è affidato ai cori “a concordu”, cori di sole voci maschili, polivocali che durante la Settimana Santa accompagnano le processioni e le celebrazioni con canti sacri del repertorio liturgico medievale. Insieme al coro animano le cerimonie le antiche confraternite presenti nelle chiese del paese, alcune delle quali nate intorno al 1500 durante la dominazione spagnola.

Tanti i piatti tipici della tradizione gastronomica come sa panada,

sa petta imbinada, sa fae cun laldu e la favata, piatti che ben si accompagnano ai tanti tipi di pane casereccio di grano duro dalle forme caratteristiche come su Chivalzu realizzato dalla crusca di grano duro, sa Crabola e su Tacchinu.

Tra i dolci sos pabassinos e sa corona ‘e picchirittos, croccante a forma circolare, composto da palline di pasta fritte, caramellata e ricoperte di glassa.

 

La produzione di olio d’oliva, introdotta dagli spagnoli, rappresenta un’eccellenza del territorio. Il clima particolarmente temperato e il metodo tradizionale di coltivazione permettono di ottenere un extra vergine di altissima qualità rendendo Cuglieri rinomato in tutta la Sardegna per l’olivicoltura.

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